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Samotherium
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Contents
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Descrizione
Questo animale era di grandi dimensioni (il solo mwegcranio raggiungeva una lunghezza di circa 60 centimetri, mentre l'altezza al mwewgarrese poteva superare i 2 metri), e la corporatura era relativamente snella. Le zampe erano lunghe e slanciate ma forti, mentre il cranio era allungato e piuttosto simile a quello di un'odierna mwfagiraffa. In generale, l'aspetto di mwfqSamotherium doveva essere molto simile a quello dell'odierno mwfgokapi, ma la corporatura era decisamente più robusta e le dimensioni maggiori.
Le corna (mwgaossiconi) di questo animale erano piccole protuberanze poste sopra le orbite, solitamente dirette verso l'alto e leggermente ricurve all'indietro; i maschi possedevano corna più grandi e ricurve. In una specie cinese (mwgqSamotherium sinense) gli ossiconi erano diritti e puntavano verso l'esterno, non verso l'alto; altre specie cinesi (ad esempio mwggS. fuguensis e mwgwS. quadricornis) erano dotate di altri due ossiconi diretti in avanti.
La volta cranica era piuttosto larga e dotata di cavità pneumatiche (Forsyth Major, 1891). Queste cavità sono presenti anche nelle odierne giraffe. La dentatura era più specializzata rispetto a quella delle forme di giraffidi più primitivi (come mwhqmwhgPalaeotragus): i mwhwmolari, ad esempio, tendevano ad essere più alti (mwiaipsodonti), come nelle forme attuali.
Classificazione
mwkgSamotherium, descritto per la prima volta nel mwkw1888 da Forsyth Major, fu uno dei primi giraffidi di grandi dimensioni. Si originò da forme più primitive e di dimensioni minori come mwlaPalaeotragus nel corso del Miocene, probabilmente in Europa orientale o in Asia meridionale. Successivamente si diffuse in Asia e penetrò anche in Africa, dove si sviluppò con la specie mwlqS. africanus, considerato un possibile antenato delle successive forme di giraffidi africani, forse affini all'origine delle vere giraffe. Tra le varie specie di mwlgSamotherium sono da ricordare mwlwS. boissieri, rinvenuta in mwmaGrecia (mwmqSamo), e mwmgS. neumayri, rinvenuta in mwmwIraq e in mwnaCina e sopravvissuta fino al Pliocene inferiore. In Cina mwnqSamotherium andò incontro a una discreta mwngradiazione evolutiva: si conoscono varie specie (mwnwS. sinense, mwoaS. tafeli, mwoqS. fuguensis) dalla particolare disposizione della corna. Alcune specie (in particolare mwogS. tafeli e mwowS. fuguensis) sono considerate da alcuni studiosi come appartenenti a un genere distinto, mwpamwpqShansitherium. Altri studiosi, invece, ritengono che alcune forme cinesi siano da attribuire alla specie mwpgS. boissieri. Una forma affine a mwpwSamotherium boissieri è stata descritta in mwqaItalia meridionale, nella zona di mwqqCessaniti (Marra et al., 2009).
Le cavità pneumatiche presenti nel cranio di mwqwSamotherium sono considerate un carattere evoluto dei giraffidi: le forme più antiche come mwraPalaeotragus, infatti, ne erano sprovviste, mentre le giraffe attuali possiedono analoghe strutture. Esse servono ad ingrandire il cranio senza aggiungere massa, si suppone che siano state un importante prerequisito per permettere l'allungamento del collo nei giraffidi. Un aumento dell'ampiezza di questi mwrqsinus frontali fu all'origine dello spostamento degli ossiconi, originariamente sopra le orbite e in seguito verso la parte centrale del cranio.
Curiosità
Su un antico vaso greco è raffigurato ciò che potrebbe essere il cranio di un esemplare di mwtqSamotherium, rappresentato come un mostro in combattimento con mwtgEracle (Ellis, 2004).
Bibliografia
• Forsyth Major, C.J. 1891. On the fossil remains of species of the family Giraffidae. Proceedings of the Zoological Society of London 1891: 315–326.
• Churcher, C.S. 1970. Two new upper Miocene Giraffids from Fort Ternan, Kenya, East Africa. Fossil Vertebrates of Africa 2: 1–105.
• Churcher, C.S. 1978. Giraffidae. In Maglio, V.J., & Cooke, H.B.S. (Eds) Evolution of African Mammals. Harvard University Press. pp. 509–535.
• Hamilton, W.R. 1978. Fossil giraffes from the Miocene of Africa and a revision of the phylogeny of the Giraffoidea. Philosophical Transactions of the Royal Society B 283: 165–229.
• Gentry, A.W. 1994. The Miocene differentiation of Old World Pecora (Mammalia). Historical Biology 7: 115–158.
• G. Mitchell and J. D. Skinner. 2003. On the origin, evolution and phylogeny of giraffes Giraffa camelopardalis. Transactions of the Royal Society of South Africa 58(1):51-73
• Ellis, Richard (2004). No Turning Back: The Life and Death of Animal Species. New York: Harper Perennial. pp. 6. ISBN 0-06-055804-0.
• D. Geraads, T. Kaya, and S. Mayda. 2005. Late Miocene large mammals from Yulafli, Thrace region, Turkey, and their biogeographic implications. Acta Palaeontologica Polonica 50(3):523-544
• Marra A.C., Rook L., Carone G., Gramigna P. 2009. Taxonomic assessment and palaeogeographic significance of the giraffid remains from Cessaniti (Late Miocene, Southern Italy). Acta Naturalia de L'Ateneo Parmense 45: 299-301.
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Collegamenti esterni
• citereffossilworks-org(EN) Samotherium, su Fossilworks.org.
• citerefgbif(EN) Samotherium, su gbif.org, Global Biodiversity Information Facility.